2016-08-05

Intervista a Luca Congedo - "Semi-Automatic Classification" plugin per QGIS


Incontriamo (virtualmente) Luca Congedo, autore del "Semi-Automatic Classification" plugin per QGIS, e gli poniamo una serie di (dieci) domande relative al GIS e all'analisi territoriale.

Luca Congedo autore di SemiAutomaticClassification plugin per QGIS

Luca, innanzitutto complimenti per il tuo grande lavoro di programmazione di SCP. Potresti presentarlo (e anche presentarti :) un attimo ?

Domanda 1)  Come è nato il tuo "Semi-Automatic Classification" plugin per QGIS ?

Luca Congedo"Il Semi-Automatic Classification Plugin (SCP) per QGIS è nato nel 2012 quando lavoravo nel progetto di ricerca ACC Dar ( http://www.planning4adaptation.eu ), che aveva tra i suoi obiettivi la classificazione della copertura del suolo di Dar es Salaam (Tanzania). In questo progetto è stata sviluppata una metodologia di classificazione di immagini satellitari gratuite, cercando anche alternative open source ai software commerciali, per rendere più sostenibile il monitoraggio del territorio. Ho quindi sviluppato la prima versione del plugin che includeva le principali funzioni di classificazione.
Dopo che il progetto è finito ho continuato a sviluppare il plugin autonomamente, cercando di aggiungere funzioni che rendano il processo di classificazione più automatico e semplice."



Domanda 2)  Quale è lo scopo principale del plugin ?

Luca Congedo:  " Lo scopo principale del plugin è di fornire una serie di strumenti open source per l'analisi di immagini telerilevate che facilitino la classificazione della copertura del suolo, creando una catena di processamento il più possibile automatica. Questo nella speranza che gli enti e le persone coinvolte nel monitoraggio dell'ambiente e del territorio possano svolgere queste attività in modo rapido ed economico, soprattutto grazie alla disponibilità di immagini satellitari gratuite come quelle Sentinel e Landsat.
Sono molto soddisfatto quando ricercatori non specializzati in telerilevamento mi dicono di usare SCP, anche in ambiti molto vari come l'agricoltura, l'ecologia, o l'archeologia."



Domanda 3)  Hai riscontrato usi del plugin che non ti saresti aspettato ?

Luca Congedo:  "Ho riscontrato che molti privati utilizzano SCP, in particolare per il monitoraggio delle colture, utilizzando immagini acquisite da droni. Questo mi ha piacevolmente sorpreso in quanto quando ho ideato SCP pensavo principalmente alla classificazione di immagini satellitari."

Domanda 4)  Pensi che la analisi territoriale sia più Raster o Vettoriale ?  Un po' come dire sei più "Rock" o più "Lento"  ?  :)  Puoi anche non rispondere, avvalendoti della facoltà del NO COMMENT...

Luca Congedo:  "Penso che per l'analisi del territorio sia necessario utilizzare entrambi i formati Raster e Vettoriale, e dalla loro combinazione si possono produrre ottimi risultati. Ad esempio in SCP il formato vettoriale è usato per definire le aree di interesse (ROI) che sono poi utilizzate come input per l'analisi delle immagini raster.
Ovviamente la scelta tra raster e vettoriale dipende dagli obiettivi dell'analisi, dall'estensione dell'area di studio, e da vincoli software e hardware, da cui derivano anche i costi dell'elaborazione."

Domanda 5)  Quanto si può spingere l'analisi Raster ?  Intendo:  a che livello di risoluzione ?  Fino al metro?  Al mezzo metro i tempi di elaborazione diventano... eterni ?  :(

Luca Congedo:  "L'analisi Raster non ha limiti di risoluzione, anche se rimangono ovviamente i vincoli tecnici che accennavo prima. I tempi di elaborazione crescono con l'aumentare della risoluzione spaziale, ma i moderni computer permettono analisi di immagini anche con risoluzione di qualche centimetro (ad esempio acquisite da droni), purché l'area di studio non sia troppo estesa.
Per le classificazioni semi-automatiche è anche molto importante la risoluzione spettrale (il numero di bande dell'immagine), da cui dipende la capacità di riconoscere i differenti materiali. Anche in questo caso, maggiore è la risoluzione spettrale, maggiore sarà il tempo di calcolo. Il cloud computing sta comunque abbattendo sempre più questi limiti."



Domanda 6)  Quale è la differenza tra "copertura" e "uso" del suolo ?  Non è possibile catalogare l'uso tramite SCP ?

Luca Congedo:  "La copertura del suolo è definita generalmente come il materiale fisico che ricopre il suolo. Poiché ogni materiale riflette la radiazione elettromagnetica in modo differente, è possibile riconoscere i materiali sulla base della loro "firma spettrale". Su questo concetto si basano le classificazioni semi-automatiche che SCP produce.
Ad esempio, un'area ricoperta da alberi (classificata come copertura "vegetazione"), per l'uso del suolo potrebbe essere definita come "parco" oppure "area agricola". Quindi l'uso del suolo è legato alla funzione antropica di una certa superficie. Per ottenere l'uso del suolo da una classificazione di copertura del suolo sono necessarie ulteriori informazioni in situ o ricavate da fotointerpretazione."



Domanda 7)  Se si avessero a disposizione delle immagini multitemporali (e multispettrali) della stessa zona (ovviamente) i risultati della analisi tramite SCP sarebbero paragonabili ? 

Luca Congedo:  "Si possono paragonare i risultati prodotti da immagini differenti, purché le classi identificate siano comparabili. Quello che può variare considerevolmente in base alle risoluzioni delle immagini di input è la qualità delle classificazioni. In generale è quindi preferibile confrontare classificazioni prodotte da immagini multitemporali acquisite dallo stesso sensore."


Domanda 8)  Ogni immagine deve avere una propria lista di firme spettrali ?  Queste non possono essere "riutilizzate" per altre immagini ?

Luca Congedo:  "Si possono utilizzare le firme spettrali prodotte con immagini differenti (purché abbiano lo stesso numero di bande spettrali). Comunque è preferibile generare le firme spettrali sulla stessa immagine che si vuole classificare, per evitare che le differenti condizioni stagionali e atmosferiche influiscano sui valori delle firme, causando quindi errori di classificazione."

[ image from:  hyspeedblog.wordpress.com ]


Domanda 9)  Esiste un catalogo di "firme spettrali" ?  Qualcuno l'ha già fatto in Italia ?

Luca Congedo:  "Esistono dei cataloghi di firme spettrali. Un esempio notevole è la libreria di firme spettrali prodotte dall'USGS ( http://speclab.cr.usgs.gov/spectral-lib.html ) analizzando centinaia di materiali naturali ed antropici. L'utilizzo di queste firme per la classificazione delle immagini satellitari deve sempre essere valutato sulla base della risoluzione (in generale la superficie di un pixel contiene più di un materiale producendo firme spettrali "miste") e del disturbo atmosferico che può alterare la firma."


Domanda 10 e ultima:)   Il mio plugin GEarthView ed il tuo SCP sono affiancati nella classifica dei plugin più scaricati per QGIS (quinto e sesto).  Questo secondo me sta ad indicare una tendenza nel GIS Open verso la visualizzazione tridimensionale e l'analisi territoriale in tempo reale.  Quale è la tua opinione in proposito ?  Pensi che sarà possibile un'integrazione tra i due (anche qui puoi valerti della facoltà di NO COMMENT :)

Luca Congedo:  "Negli ultimi anni gli ambiti di applicazione del telerilevamento si stanno notevolmente espandendo, anche grazie alla maggiore disponibilità di dati; basti pensare ad esempio al programma europeo Copernicus, che sta lanciando vari satelliti per il monitoraggio del territorio. Anche il settore GIS si sta evolvendo rapidamente, e la visualizzazione tridimensionale del territorio con la disponibilità dei modelli digitali di elevazione permetterà una maggiore precisione nelle analisi territoriali. Sono quindi molto favorevole ad una interazione tra i nostri plugin, per mettere a disposizione della collettività strumenti open source sempre più avanzati."



Ringraziamo Luca Congedo per la sua disponibilità e a presto.


2016-07-08

Crowd4Roads (C4Rs.eu) - Intervista ad Alessandro Bogliolo


Roberto (BobMaX) Angeletti,  Alessandro Bogliolo

Incontriamo Alessandro Bogliolo, Professore Associato di Sistemi di Elaborazione dell'Informazione presso l' Università di Urbino, dove svolge ricerca negli ambiti delle reti di sensori, delle applicazioni mobili, della bioinformatica e del crowd-sensing. e coordinatore del progetto "SmartRoadSense".
  
Poniamo ad Alessandro Bogliolo una serie di dieci domande.

Domanda (1):   E' corretto dire che "SmartRoadSense" è "la mappa dello stato di manutenzione delle strade italiane" ?

Alessandro Bogliolo:  "E' quasi corretto... Servono solo due piccole precisazioni. La prima è che SmartRoadSense non è solo una mappa, ma un sistema per tenerla sempre aggiornata con il contributo di tutti. La seconda precisazione è che il dato che noi riportiamo misura l'irregolarità del manto stradale, non direttamente lo stato di manutenzione. Quindi i dati possono essere molto utili proprio a chi si occupa di manutenzione."




Domanda (2) A quanti chilometri di copertura "SRS" siamo arrivati ad oggi ?

Alessandro Bogliolo: "Ad oggi circa 30.000 km, ma per ora SRS è stato usato solo da poche centinaia di beta tester. Il bello viene adesso..."


Domanda (3) In genere, l'estate è un gran periodo di viaggi.  Ci saranno molti telefonini sul cruscotto, per registrare i dati SRS ? 

Alessandro Bogliolo: "Ogni smartphone con Android o iOS è un potenziale sensore di SRS. Basta scaricare l'app e avviarla quando si viaggia in auto per contribuire a mappare le strade percorse."


Domanda (4) Meglio coperture "cittadine" rispetto a lunghi percorsi ?  Intendo dire che conviene sperimentare con dati locali verificabili e ripetibili, piuttosto che lunghe e "noiose" autostrade ?

Alessandro Bogliolo: "Personalmente non ho preferenze ;-) Seriamente, ogni strada merita di essere monitorata. Farlo è talmente semplice e automatico che non farei distinzioni. Tutti i dati sono automaticamente validati da quelli conferiti da altri utenti. "




Domanda (5) Ha una qualche influenza la velocità dell'auto ?  C'è una velocità ottimale ?

Alessandro Bogliolo: "SRS non registra dati rilevati viaggiando a meno di 20km/h. La velocità ha una lieve influenza sulla misura, che è attualmente in corso di analisi dal punto di vista scientifico. Ma dal punto di vista pratico il dato è valido a qulunque velocità. L'unica raccomandazione (non per i dati ma per la sicurezza) è il rispetto dei limiti ;-) "


Domanda (6) E' riduttivo definire "Crowd4Roads" come "solo" l'estensione europea di "SmartRoadSense" ?

Alessandro Bogliolo: "Crowd4roads è in effetti molto di più, perchè è il riconoscimento del potere che hanno i cittadini (e gli automobilisti in particolare) nel contribuire con il proprio atteggiamento alla sostenibilità di un bene fondamentale come la rete stradale. E' questo il senso del progetto, a cominciare dal nome. Al progetto partecipano 7 partner di 4 paesi europei. Tra questi c'è BlaBlaCar, che aggiunge la condivisione di viaggi in auto alle buone pratiche per la sostenibilita, e istituzioni come la Regione Marche e la Regione Abruzzo, a dimostrazione dell'attenzione delle instituzioni alla sharing economy e alle iniziative dal basso. Proprio oggi BlaBlaCar ha pubblicato sul proprio blog l'invito ad usare SmartRoadSense: https://www.blablacar.it/blog/blablacar-smartroadsense-condizioni-stradali    "




Domanda (7) Un aspetto critico ed interessante è quello del sapere a priori quali strade non sono state ancora percorse dai volontari "SRS".  Per questo saranno usate tecniche di "gamification" ?

Alessandro Bogliolo: "Sì, è questo l'altro aspetto chiave di Crowd4roads: aggiungere una dimensione di gamification che faccia del monitoraggio delle strade un gioco avvincente. Non posso anticipare di più, ma avrete presto notizie!"



Nella foto: il Team di SmartRoadSense In ordine da sinistra a destra: Alessandro Bogliolo, Antonio Esposito, Andrea Seraghiti, Lorenz Cuno Klopfenstein, Michele Sorcinelli, Brendan Paolini, Saverio Delpriori, Alberto Carini, Valerio Freschi, Emanuele Lattanzi.


Domanda (8) E' ancora presto per stendere bilanci e statistiche a livello comunale, provinciale e regionale ?

Alessandro Bogliolo: "Assolutamente prematuro. Stiamo uscendo ora dalla fase di beta testing. A fine anno potremo riparlarne."


Domanda (9) In un catalogo nazionale degli OpenData quanta importanza potrà assumere lo storico dei dati SRS ?

Alessandro Bogliolo: "Dalla fine del 2016 in poi conto che i dati storicizzati di SRS assumano un ruolo importante nel panorama degli open data collaborativi di pubblica utilità, ma non sono in grado di quantificarne l'impatto."




Domanda (10) E' pensabile una App "C4Rs" che visualizza dati su mappe OSM offline e permette di scattare foto "Mapillary" dei tratti stradali più problematici ?

Alessandro Bogliolo: "E' sicuramente pensabile. E quel che è importante sottolineare è che chiunque abbia in mente un modo nuovo di usare i dati di SmartRoadSense può sviluppare la propria App e renderla disponibile a tutti perchè i dati sono aperti e il loro uso da parte di terzi è fortemente incoraggiato. SRS è una piattafomra che permette la collaborazione costruttiva tra chi vuole contribuire a mappare le strade e chi ha in mente usi creativi dei dati sulla loro qualità."




Ringraziamo Alessandro Bogliolo per la sua disponibilità.


A presto

BobMaX


Link utili:
http://exporttocanoma.blogspot.it/2015/08/smartroadsense-rilievo-dello-stato.html
http://smartroadsense.it/
http://www.c4rs.eu/
http://uniamo.uniurb.it/crowd4roads-un-progetto-che-piace-alleuropa/
http://www.eskillsforjobs.it/ambassadors/alessandro-bogliolo/291-alessandro-bogliolo
https://trasferimentotec.wordpress.com/2015/02/25/smartroadsense-unapplicazione-per-la-qualita-delle-strade/

2015-11-12

Open PA - Intervista a Ivano Sebastianutti

Con questo iniziamo una serie di articoli su "Open PA", cioè su come la Pubblica Amministrazione si sta aprendo alle nuove tecnologie, all'innovazione, al riuso e all'apertura dei dati nell'ottica della creazione di Servizi per i Cittadini.

Il "motto" di questa serie di articoli sarà "Servizi, non Sevizie"  :)

Iniziamo con un'intervista a Ivano Sebastianutti, istruttore informatico presso il comune di Tavagnacco (Udine).


Domanda 1:  Come è iniziata la tua attività riguardante il 3D ?   Si è trattato di una passione precedente, poi applicata alla pianificazione territoriale, oppure è stata una esigenza sentita nell'ambito dell'uso di un Gis ?

Sebastianutti:  "Ho iniziato molti anni fa con AutoCAd versione 1.7 o 2.01 con ancora i floppy disk da 5'1/4 (Autocad ne aveva 2 da 360 Kb) e i primi PC 100 forniti da ASEM che miglioravano l'analogo modello della IBM. Con la versione 2.17 in cui introduceva il 3D (effettivamente solo il 2,5 - elevazione) ho sviluppato per una ditta locale il listino in formato 3D. Da allora sono passato dalle ditte private agli enti locali e dal ovviamente sono arrivato ai primi GIS. Ho usato Mapinfo e gli stessi strumenti cad adattati al GIs quali Microstation e lo stesso Autocad per testare le prime applicazioni in campo territoriale."

Domanda 2:  Come hai scoperto Virtual Terrain Project  e l'Open Source ?

Sebastianutti: "Ho scoperto prima l'open source con le prime versioni di QGIS dalla 0.4 alla 0.7 e di MapWindows GIS, per arrivare alla prime prove di GvSIG che nelle ultime versioni aveva implementato già un GIS 3D. Fra queste prove e questi studi mi sono incrociato con Virtual Terrain Project. E' stata una rivelazione poter assemblare e costruire le prime costruzioni in 3D. L'ho utilizzato sopratutto per visualizzare scenari in ambito archeologico su alcuni ritrovamenti effettuati in loco ed è stato fantastico poterli far vedere. Bisogna dire che si doveva creare appositamente i dati per questo scopo e prepararsi a diversi crash del programma, ma i risultati erano molto buoni.
Sono anni che ormai utilizzo software open source e nei miei lavori sopratutto per la pubblica amministrazione con risultati molto positivi. Si deve far uso di molte applicazioni per arrivare ad un sistema che soddisfi completamente i servizi della pubblica amministrazione. Il GIS è una parte di questo sistema complessivo ed è possibile farlo convivere con il resto dei sistemi informatici.
VTP soddisfa solo una parte di queste cose per cui sono ancora alla ricerca di un software che si integri completamente e che abbia anche una rappresentazione 3D. Oramai si va sul web dove ci sono alcune librerie usabili che vanno in questa direzione."

Domanda 3:  Adesso quale software open utilizzate nei vostri uffici (se è possibile saperlo) ?

Sebastianutti: "Parlando di sistemi informativi, utilizzo per la cartografia (dati vettoriali, bitmap e lidar) un server postgresql con estensione postgis e pointcloud per dati lidar (rilievo laserscanner) con geoserver per la pubblicazione di servizi web. Ci sono poi delle procedure che raccolgono dati e li formatttano per integrare le diverse banche dati con la visualizzazione su GIS. Nell'ente comunale ci sono molti archivi diversi da db quali oracle a mysql o db utilizzati dall'agenzia del territorio in spatialite ed è utilissimo rappresentarli in un sistema GIS. Sapere dove accadono le cose è importantissimo. Queste procedure che mantengono l'indice con i dati alfanumerici sono fondamentali per "vedere" le informazioni e rappresentarle anche su web. A volte è superfluo utilizzare una sistema come QGIS per accumulare o modificare informazioni localizzate; basta un browser per rilevare e integrare queste informazioni immediatamente dentro un sistema GIS integrato. Penso al protocollo WFS-T per questo tipo di servizio."


Domanda 4:  Conosci MapWindow ?  In caso, che ne pensi ?

Sebastianutti: "Si, come ho detto prima, ho usato MapWindows GIS, era anche concorrente a QGIS ma il suo sviluppo non è stato molto innovativo. QGIS ha oramai rilevato e integrato innumerevoli funzioni provenienti ad ambienti accademici (GRASS, SAGA, ecc..) per cui ha di colpo fatto passi da gigante."


Domanda 5:  Conosci il plugin "GEarthView" per QGIS ?  Pensi che potrebbe essere utile, come vista 3D immediata per QGIS ?

Sebastianutti: "Ho fatto dei test con questo plugin, ma non sono molto soddisfatto del risultato. Al momento uso alcuni plugin che mi danno il controllo su come rappresentare i miei oggetti in 3D quale qgis2threejs. E' comunque utile averlo per interagire con il resto del mondo e poter integrare diversi oggetti 3D al suo interno."


Domanda 6:  Quanto è importante il 3D nella pianificazione territoriale ?

Sebastianutti: "Molto. Nel Comune di Tavagnacco sono stati fatti nel tempo due rilievi Lidar ed entrambi hanno tutt'ora un importanza storica. Sono come una fotografia storica con cui possiamo controllare l'evoluzione del territorio. Nei dati Lidar possiamo quantificare le modifiche al territorio quando ci serve. Questo è una parte dell'importanza che io identifico come una parte di informazioni che provengono dalla parte "FISICA" del territorio. La seconda parte è l'allineamento delle informazioni alfanumeriche presenti nelle banche dati per farle confluire con le informazioni geografiche e dare loro importanza per il luogo in cui sono riferite. Questa parte la identifico come parte "INFORMATIVA" e l'insieme di queste informazioni sono strategiche per lo sviluppo dello stesso territorio."




Domanda 7: Quanto è importante la divulgazione di software Open nella pubblica amministrazione ?

Sebastianutti: "A parte l'obbligo delle Pubbliche Amministrazioni di utilizzare il software Open Source proveniente dalle leggi già in vigore, trovo fondamentale per la crescita stessa della Pubblica Amministrazione che le persone che ci lavorino crescano in professionalità. Questa professionalità deve essere messa in circolo e lo si fa solo con applicazioni software in cui si possa modificare o aggiungere funzioni. Non si possono fare servizi di qualità senza queste cose."

Domanda 8: Passiamo a parlare del tuo territorio: Friuli, Udine e Tavagnacco (in ordine di... zoom :)  Come procede ora con le attività (artigianali e industriali) relative al 3D, in provincia di Udine e ... dintorni, dopo questo Forum sul 3D del 2012 ?

https://www.youtube.com/watch?v=5_n-Doncv8E

Sebastianutti: "C'è una lenta crescita di interesse sul tema del territorio dalle Amministrazioni Pubbliche che al momento hanno altri fattori di interesse predominanti (vedi Unioni Territoriali Intercomunali). Spero che comunque la creazione di queste unioni rafforzi la coscienza della necessità di dover rilevare, rappresentare e gestire il territorio comunale in 3D. La mia convinzione è che ci sono diversi fattori che favoriscono queste scelte:
- il costo in ribasso dei rilievi Lidar e ortofoto
- il costo al ribasso del hardware necessario ai sensori territoriali
- la presenza di molto software open source per il trattamento dei dati
- la concorrenza che si dovrebbe sviluppare tra le stesse amministrazioni per la divulgazione di nuovi servizi e open data
- la coscienza nelle persone che usufruiscono di questi servizi che richiederanno sempre più servizi adeguati

Con il 3D e l'integrazione delle banche dati si può cominciare a far intervenire le prime Amministrazioni Pubbliche "illuminate" a progettare servizi predittivi. Perché dobbiamo aspettare che la persona sola di 80 anni richieda un servizio di controllo quando abbiamo già questa informazione nelle banche dati comunali? "










Domanda 9:  Cosa sarebbe auspicabile per le PA e per noi comuni utenti ?

Sebastianutti: "Guardando un po' in prospettiva,  e immaginando come dovrebbe cambiare l'Amministrazione Pubblica nei suoi servizi rispetto i propri utenti, io ho una visione prima tecnica organizzativa e poi di funzionalità evolute. Mi spiego meglio. Ritengo che le modifiche in atto debbano portare l'Amministrazione Pubblica a semplificare gli atti che i cittadini devono fare per accedere ai relativi servizi e i cittadini debbano avere riscontro immediato degli stati di questi servizi tramite dei "cruscotti di controllo" della quantità e della qualità dei servizi erogati. Questo lo si fa solamente se si analizzano i processi e si allineano le banche dati interessate. La cartografia fa parte integrale di queste banche dati.
Si deve partire dal basso per razionalizzare i servizi e i dati interessati a questi processi al fine di creare STANDARD. Le migliori prassi vanno dichiarate ed esportate contagiando le altre amministrazioni che possono controllare i loro processi e contribuire a creare nuovi standard. Questo lavoro costa ed è impegnativo e per non sprecarlo va reso "open source" e condiviso il più possibile. E' uno sviluppo a rete della condivisione.

Da qui partono le funzionalità che io identifico come evolute. Per capire quali siano le queste funzionalità mi spiego ponendovi alcune domane:

  • Perché l'Amministrazione Pubblica non interviene per pianificare gli interventi di tipo sociale? (Esempio: dalla banca dati si sa già dove vivono le persone sole magari di 80 anni con il reddito basso o che fra 5 anni avranno questi problemi)
  • Perché l'Amministrazione Pubblica non interviene per pianificare interventi sul territorio preventivi? (Esempio: dai rilievi lidar ho ricostruito il territorio con risoluzione di 10 cm. distinguendo alberi case strade ecc.. programmando la rilevazione di questi dati in date scadenziate, penso a 3 anni, si possono sapere quante piante ci sono sul territorio, quanto crescono, quante sono morte, per cui possiamo piantarne di nuove. possiamo monitorare i fiumi per sapere la loro erosione, i numeri effettivi di immobili ecc...)
Come si vede, si può pensare a sfruttare la variabile del tempo per predire i servizi da erogare(e ce ne saranno molti altri ancora). Questa è l'Amministrazione Pubblica che guarda avanti, che conosce molto bene le sue risorse e che le dispone al meglio. Non sprechiamo le professionalità di molte persone che ci lavorano al suo interno ma utilizziamole, condividiamole e favoriamole."
L'intervista è terminata.
Ringraziamo Ivano Sebastianutti per la disponibilità, e per aver condiviso con noi le sue idee per una PA al servizio di tutti.  Continueremo prossimamente su questo blog questo genere di articoli, intervistando altri e altre figure professionali della Pubblica Amministrazione ed enti pubblici con la stessa lungimiranza.  Siamo certi che ce ne siano molte, e vedremo di farle emergere, nel nostro piccolo  :)
A presto

2015-10-18

"Gaeta" - Geo Analysis & Terrain Animation


La creazione della mappa 3D di Gaeta in OpenStreetMap (2011)

Il 15 ottobre 2015 è nata  "Gaeta" una nuova applicazione GIS per  "Geo Analysis & Terrain Animation".   La prima versione pubblica di "Gaeta" è prevista per la fine del 2016, e vi terremo aggiornati su questo blog.   Nel frattempo, possiamo vedere alcune possibilità di "Gaeta", simulate attraverso il visualizzatore di GoogleEarth, nel video seguente (che risale a Ben 5 anni fa). 

 
Il Server cartografico "Innova" (2011)


Buona visione e A presto

BobMaX 

Link utili:

2015-10-03

GfossDay 2015 - Workshop "Strumenti 3D per il GIS"

 


Si sono tenute a Lecco  dal 28 settembre  le giornate del GfossDay 2015.   Il primo giorno, Roberto (BobMaX) Angeletti ha tenuto il suo Workshop "Strumenti 3D per il GIS",  all'interno dell'aula informatica del "Liceo Tecnico Bodoni".  Si è parlato di "3Domande per il territorio" e del progetto OpenSource "Virtual Terrain Project"  ( VTerrain.org ).  Sono stati mostrati video di ambientazioni territoriali dinamiche realizzate interamente con software free VTP,  tra cui quello che simula le varie soluzioni progettuali di un ponte, realizzato da Marco Gualdrini di Geografica.  Si è parlato anche del "futuro del Gis 3D open source",  con le potenzialità del progetto "Cesium" e del suo Globo con terreno TIN LOD ad alta risoluzione e rilievi Structure from Motion visualizzabili attraverso un comune browser web su cui sia attivato il linguaggio WebGL.

Un KML visualizzato in Cesium



Il giorno seguente si è tenuto il convegno di GfossDay, in cui ci sono stati gli interventi di  Alessandro Furieri (Main Developer di SpatiaLite),  Markus Neteler (Progetto Grass GIS)  e Roberto (BobMaX) Angeletti (uno degli sviluppatori di VTerrain.org).

Quello che segue è il video dell'intervento di Alessandro Furieri (Sviluppatore di SpatiaLite) al GfossDay 2015.


https://www.youtube.com/watch?v=ZTEqcYo-YX8&feature=youtu.be


Il seguente è il video dell'intervento di Markus Neteler.




Furieri e Neteler possono essere considerati i "Guru" del Gis Open Source.  I loro interventi al GfossDay sono state come delle "Letio Magistralis" sullo stato del Gis Open Source in Italia (e non solo :)

A presto

BobMaX



2015-09-20

Workshop "Strumenti GIS per il 3D" al GfossDay2015 di Lecco il 28 settembre

Il 28 settembre 2015 ci sarà un workshop sul Gis 3D Open Source a Lecco, durante il GfossDay 2015, in contemporanea con il convegno Asita.

Come si legge dall' annuncio stampa, durante il workshop "Strumenti GIS per il 3D" gli interessati avranno modo di approfondire la conoscenza su software conosciuti e programmi meno diffusi, "sotto la guida dei maggiori esperti"  :)

http://www.comune.lecco.it/index.php/eventi/115-gfossday-2015
http://www.comune.lecco.it/images/icagenda/files/Annuncio_stampa_GD2015.pdf



In questo blog abbiamo avuto modo di conoscere e affrontare i temi trattati dal workshop sul 3D, che si svolge contemporaneamente a quelli su altri temi, altrettanto interessanti, e tenuti anch'essi da vecchie conoscenze, come Alessandro Furieri e Paolo Cavallini, recentemente da noi intervistati.

E' un peccato che tutti i workshop siano svolti contemporaneamente, perchè avremmo voluto seguirli tutti, ma questo ci è ovviamente impossibile, soprattutto perchè dobbiamo noi stessi tenerne uno:  prorio quello sul 3D.

Già,  perchè proprio noi che scriviamo, terremo il workshop !   ;)

E quindi, in maniera interessata, vi diciamo:  intervenite tutti, perchè ci sarà da divertirsi, e da imparare parecchie cose sul 3D, e (finalmente) conoscersi personalmente.



A presto (... possibilmente al workshop :)

BobMaX

Link utili:

http://gfossday2015.associazionegfoss.it/programma.html
http://gfossday2015.associazionegfoss.it/registrazione.html

2015-08-16

SmartRoadSense - Rilievo dello Stato delle Strade

Scalinata o Strisce Pedonali ?


Vi siete mai trovati davanti un percorso di questo genere ?   No ?!?   In questo caso verrebbe da chiedervi:  "In che mondo vivete ?"  :)

Guardate lo stato di manutenzione delle strade di una città italiana a caso:  Ladispoli, vicino Roma. 

 I pallini rossi stanno ad indicare le zone decisamente da riparare urgentemente, come visibile in queste altre immagini.



In realtà, purtroppo, concretamente in Italia, per varie ragioni, ma anche e soprattutto per incuria, lo stato delle strade è quello che vediamo nella foto, mediamente.  Tanto è vero, che le "Strisce a guscio di tartaruga" sono diventate ormai una consuetudine, quando poi sono visibili, le strisce stesse, e non cancellate dal tempo.

Cosa fare per migliorare lo stato delle cose ?   Vari tentativi sono stati fatti: denunce, foto, servizi televisivi, articoli su giornali.   Ma nulla.  Chi è delegato a risolvere queste situazioni sembra essere inamovibile.

Alcuni siti internet sono stati dedicati a raccogliere le denunce, le foto, gli articoli.  Nulla.

Allora, passiamo ad un'altra tecnica, più massiva e meno sporadica.   Se non bastano poche centinaia o di migliaia di foto, passiamo a documentare estesamente tutte le strade italiane.  Che dire:  non lo fa già OpenStreetMap ?  No.  OpenStreetMap vi dice dove stanno le strade e come si chiamano, ma non vi dice in che stato di manutenzione si trova quel determinato tratto stradale.

Ma allora, diciamo di più:  documentiamo lo stato di un punto ogni venti metri di tutte le strade italiane.

Esagerato ?  E chi potrebbe fare una cosa del genere ?  Non ci credete ?   Allora guardate l'immagine qui sotto.


Si tratta di SmartRoadSense.it  un sito web che visualizza la mappa dello stato di manutenzione delle strade italiane.  Si tratta di un progetto, lanciato nel 2013, della Scuola di Scienze e Tecnologie dell'Informazione dell'Università di Urbino e dell'Associazione Culturale NeuNet.  Il gruppo di ricerca, coordinato da Alessandro Bogliolo, è composto da Alessandro Aldini, Giacomo Alessandroni, Alberto Carini, Saverio Delpriori, Valerio Freschi, Lorenz Cuno Klopfenstein, Emanuele Lattanzi, Gioele Luchetti, Brendan D. Paolini e Andrea Seraghiti.

http://smartroadsense.it/about.html

Attualmente (ferragosto 2015) siamo arrivati a 1 milione e 1298 punti.  Considerando che si tratta di un punto ogni 20 metri, possiamo dire di aver tracciato più di 20 mila km.

"Noi" chi ?   NOI.  Ovvero noi tutti che possediamo un'auto ed uno SmartPhone, Android  (ma anche con iOS).   Comunque, se avete "solo" un vecchio telefonino, fatevi prestare uno smartphone da un amico, e portatelo in macchina con voi, e raccontategli quello che vi ho appena detto, e contribuite così ad estendere la mappa  SmartRoadSense  anche nei vostri dintorni.

Il nostro destino è nelle nostre mani  :)

Ah, dimenticavo:  cosa bisogna installare sul telefonino ?  L'applicazione  "SmartRoadSense", che potete trovare nello store "Google Play"Non costa nulla,  ma varrà molto.


Una volta installata l'app sul telefonino, accendete il GPS, mettete il telefonino sul cruscotto della vostra auto e... partite  :)

E' tutto quello che dovete fare, oltre a guidare la vostra macchina, non badando al telefonino, ma alla strada davanti a voi (dato che dovrete guardare le buche).

L'applicazione memorizzerà un valore da zero a sette corrispondente ai sobbalzi subiti dall'accelerometro del telefonino, uniti al valore di posizionamento GPS.

Il video che segue (tratto dal blog di SmartRoadSense), illustra tutto il processo.

 [  http://smartroadsense.it/blog/it/video-clip/  ]

Divertente ?  Quando viaggiate, registrate il più possibile, magari tenendo collegato il telefonino alla presa di corrente (ovviamente, il GPS consuma energia ...).

Ogni 15 minuti, l'applicazione tenterà di trasmettere i dati al server SmartRoadSense, ma in caso di insuccesso, continuerà ad accumulare dati e lo farà più tardi, appena possibile.

A questo punto vi lascio, per farmi un giro in macchina  ;)

Nel frattempo, guardate questa lezione universitaria sull'argomento SmartRoadSense, tenuta dal prof. Alessandro Bogliolo.

[  "Piattaforme Digitali per la Gestione del Territorio"- Unit 4.11 - SRS  ]


Dimenticavo ancora:  io ho scritto un plugin per QGIS, che si chiama, per l'appunto, SmartRoadSense,  e non fa altro che rendere disponibili tutti i dati anche all'interno del vostro GIS open source preferito, in modo che possiate fare statistiche sullo stato stradale dei vostri dintorni, e magari controllare se oggi, hanno finalmente messo a posto quel tratto di strada che vi interessa.





Tramite QGIS SmartRoadSense plugin è possibile visualizzare i dati in maniera tematica, evidenziando le strade "problematiche", e con l'ausilio di Go2streetView plugin (di Enrico Ferreguti) è possibile visualizzare l'immagine di quel tratto di strada segnalato da pallini rossi (valore di rugosità maggiore di due).   Grande !

Parleremo prossimamente con maggiore dettaglio sia di SmartRoadSense, e delle sue evoluzioni, che del plugin Go2streetView , che se ancora non avete installato, vi consigliamo di fare al più presto, e che vi riserva molte piacevolissime sorprese.

Nel frattempo, godetevi della mappa dello stato di manutenzione di Ladispoli:

http://geodrinx.github.io/ladispoli/

e l'immagine che segue è il risultato dell'analisi delle strade, con evidenziate quelle che necessitano urgentemente di manutenzione, ad oggi  ( 24-06-2016 ).





Possiamo sperare che qualcosa cambi ?


A presto !   E buon viaggio.

BobMaX


Per saperne di più:

PDF "SmartRoadSense: Collaborative Road Surface Condition Monitoring"
 
http://smartroadsense.it/
http://smartroadsense.it/about.html
http://informatica.uniurb.it/smartroadsense/
https://trasferimentotec.wordpress.com/2015/02/25/smartroadsense-unapplicazione-per-la-qualita-delle-strade/ 
http://www.aipcr.it/web/attivita/pubblicazioni/le-news/item/776-crowd4oads-il-progetto-europeo-per-la-valutazione-delle-strade
http://www.ageabruzzo.it/2015/08/abruzzo-trasporti-grazie-al-progetto-europeo-crowd4roads-200mila-euro-per-sperimentare-nuove-tecnologie-63103